| Francesco's profileLa Foresta di MezzoBlogListsNetwork | Help |
|
January 18 Premessa che non c'entra nulla...Comunicazione di servizio per chiunque possa aver fatto un pensiero del genere: non ho affatto progettato di scrivere un post al mese, anche se può sembrare...semplicemente aspetto l'ispirazione, che ultimamente è venuta così: un giorno sì, trenta no.
Ok ok d'accordo c'è anche un'altra ragione: mi piace l'idea dell'intervento lasciato a "macerare" sulla rete, e di conseguenza (mi auguro) nelle teste di voi lettori. Quale che sia l'effetto di quello che penso e scrivo, e ammesso che abbia un effetto, voglio lasciare che abbia il tempo di mettere radici.
![]() Una Cattiva Stagione Ho il cuore in inverno.
Mi piace dirla così, se devo parlarne. E' sintetica, sufficientemente meraforica per i miei gusti, e dice tutto quello che ho da dire.
Ma mi è venuto il dubbio, ultimamente, che sia solo per me. Definizione rapida per un sentimento complesso, un modo per rintracciarlo velocemente, il titolo di un capitolo del mio fascicolo che nell'indice potreste trovare a pagina 253, subito dopo "Le stelle negli occhi" e prima di "Porte private per posti perduti". Purtroppo per voi il mio fascicolo è stato scritto da me per me, e quindi è comprensibile che non ci capiate un granché. Del resto per quanto mi sforzi, nemmeno io capisco tutto dei vostri. Spiegazioni dunque:
Mi piace pensare ai miei pensieri alle mie emozioni come ad una valle tra alte montagne, coperta dagli alberi e con tanta tantissima acqua. La Foresta di Mezzo è la parte in cui i tanti ruscelli entrano e si incontrano nel bosco: un luogo che ricorda la Jungla, con tanti piccoli stagni incastonati tra gli alberi. Non fa caldissimo, si sta bene. Se mi cercate, di solito sono lì. Ma ci sono altre parti della valle, altri generi di bosco: castagneti d'autunno, foreste di conifere sui contrafforti delle montagne, nebbiosi boschetti di betulle. Una parte della valle è coperta da un bosco come quelli che si trovano in Germania, fitto e scuro, e costantemente spazzato da una tempesta di neve di portentosa intensità; ho provato tante volte ad entrarci, ma nevica così forte che non si vede ad un palmo dal naso, e finisco sempre per perdermi. Senonché ho assolutamente bisogno di andarci, e più passa il tempo più è necessario: in mezzo a quella selva gelata infatti, sotto l'albero più vecchio di tutta la Valle (un leccio direi, ma non l'ho visto una sola volta tanto tempo fa, non sono sicuro) è posato il mio cuore. Bene, come tutti i cuori del mondo, il mio ha un sistema di riscaldamento proprio (diciamo un termoautonomo) che negli anni gli ha permesso di non finire congelato, nonostante tutto. Solo che ora si sta rompendo -e vorrei ben vedere, tutto ha bisogno di manutenzione- e il vento gli soffia sopra la neve, che ormai si scioglie sempre più lentamente. Voi ne capite tutte le implicazioni vero? Il mondo non mi emoziona più come prima, la vita diventa più faticosa ogni giorno che passa, e in più il freddo mi intorpidisce, non SENTO più: io che non l'ho mai avuto, sto lasciando che il mio cuore diventi un pezzo di ghiaccio. Sto diventando freddo. E non me lo posso permettere, perderei quello che ha fatto di me una persona speciale.
Bisogna quindi che riesca tornare là in mezzo, questa volta per portare via il mio cuore. Nascondercelo non è stata una mossa saggia, ma allora era solo fitto e buio, il bosco: non c'era neve, quella è venuta dopo, quella non l'ho aggiunta io. Pensavo che lì sarebbe stato al sicuro, che nessuno lo avrebbe toccato, e avevo ragione: nessuno c'è mai più arrivato, me compreso. E ora lo devo, lo DEVO tirare fuori, la posta in gioco è troppo alta per rischiare di perdere. Tutto quello che ho amato del mondo e delle persone rischia di diventarmi indifferente, o peggio di cominciare a farmi male. Dopo tutta la fatica che ho fatto per conquistarmele, dovrei perdere tutte queste cose per le mie stupide debolezze? Non voglio.
Ma non so come fare...sono stato troppo bravo nella scelta della fortezza, adesso temo che espugnarla vada oltre le mie possibilità. Sono mesi che guardo quell'inferno di ghiaccio e vento e legno, seduto al limitare della Foresta di Mezzo, e non trovo il coraggio di entrarci. Muovo un passo in quella direzione, e il freddo mi toglie le forze, il vento la vista e l'udito. Non vedo la via. E non ho più tempo da perdere. Se solo non nevicasse così forte...se solo non avessi così freddo...se solo qualcuno...
|
|
|