Francesco's profileLa Foresta di MezzoBlogListsNetwork Tools Help

Blog


    November 16

    MOSCHE A CORNIGLIANO...mia madre ha bisogno degli occhiali!

    Be', vi ho lasciati riflettere un po' sul mio post "ferroviario": non avevo molte speranze nei commenti, era un po' difficile, e ho avuto ragione.
     
    Ora cambiamo.
     
    Per una volta, anche se di regola non mi piace farlo, mi butto sull'attualità: ieri in facoltà parlavo con un ragazzo che segue il corso di Storia Medievale con me (un tipo un po' strano che sa tutto sull'ipotesi dei poemi omerici traslati sul Mar Baltico), e siamo finiti per caso a parlare della tanto contestata Moschea a Cornigliano (o come lesse mia madre qualche anno fa sui primi cartelloni della Lega Nord: MOSCHE A CORNIGLIANO, NOI DICIAMO BASTA! "Ehpperò hanno ragione!" fu il suo commento "Saranno i fumi delle acciaierie che le attirano?"). Lui è uno della folta schiera dei perplessi, per non dire dei contrari; usa i soliti argomenti ormai infalzionati tipo eh sì certo, noi lasciamo che si costruiscano la moschea, ma tanto noi da loro non possiamo neanche costruire una cappella oppure come no, diamo loro un luogo di riunione dove possano architettare indisturbati i loro piani terroristici! o ancora loro si devono integrare! Finché non dimostrano dell'impegno in questo senso, non si meritano che costruiamo loro neanche una latrina, figurarsi la Moschea!
     
    Da parte mia invece di confutare una per una queste affermazioni (e ci vorrebbe molto poco, credetemi) vorrei guardare la questione sotto un altro punto di vista: quello del credente cistiano cattolico. Quello vero però, il cristiano come io credo che debba essere:
     
    Molti dicono che il Cristianesimo è debole rispetto all'Islamismo, che si fa o peggio si LASCIA soverchiare dalla potenza ideologica islamica. Questa cosa è vera e falsa allo stesso tempo: è vera perché indubbiamente la religione musulmana ha una presa sul popolo, una carica che il Cristianesimo non ha più da ormai parecchi decenni; il Cristianesimo vero ormai è una religione di pochi, anche se moltissimi ci si riconoscono ancora (cristiani all'acqua di rose, ormai siamo diventati questo): la nostra è una società agnostica che si nasconde dietro un immagine di cristianesimo, che nulla ha più a che fare col mondo pervaso di religiosità che per lunghi secoli è stata l'Europa. Siamo andati avanti, ci siamo giustamente costruiti una società laica e contemporaneamente abbiamo perso buona parte della nostra Fede. I musulmani invece no. Anche se ci sono dei musulmani all'acqua di rose, i credenti seri restano la maggioranza. Per loro la Fede è ancora la ragione e il senso della vita, e non solo un modus vivendi, una serie di cose che si fanno per abitudine o non si fanno proprio perché così ci è stato insegnato e così facciamo anche noi, al massimo per essere in pace con noi stessi.
    Ma per le stesse ragioni questa idea è FALSA, FALSA, FALSA. Sì, è vero, il Cristianesimo vive un momento di crisi, ma proprio grazie a questa crisi, esso è cresciuto, ha fatto dei passi avanti, è maturato. Se guardiamo all'Islamismo con l'occhio giusto, ci rendiamo conto che il fondamentalismo, l'intransigenza e quant'altro noi possiamo criticare a questa religione sono state caratteristiche della NOSTRA religione fino a non molto tempo fa, e che siamo noi ad essere cresciuti, guardandoci indietro e riconoscendo l'errore e l'orrore che abbiamo commesso, e da questo imparando la tolleranza, la libertà, l'accoglienza verso il diverso. Questo non significa perdere noi stessi per fare spazio agli altri, anzi: essere cristiano è molto più difficile che essere musulmano, richiede uno sforzo molto maggiore perché lascia molto più spazio di manovra. A noi per accogliere gli altri con serenità e nel modo mgliore possibile è chiesto di sapere molto bene chi siamo, cosa crediamo e dove i valori in cui crediamo ci conducono. Un musulmano non corre il rischio di perdere la strada per l'incontro col diverso, perché essa gli è indicata da insegne al neon ogni 25 metri; noi a confronto seguiamo delle candeline tremolanti. Perciò la nostra strada è più difficile, ma almeno sul piano morale conduce più lontano della loro, per il semplice fatto che abbiamo camminato più a lungo (anche le date non mentono: 2006 contro 1384!).
     
    Insomma: alla fine alla fine ognuno è responsabile davanti al mondo e davanti a Dio delle proprie azioni. I Cristiani nel nome del Signore hanno sterminato popoli, condotto crociate, bruciato grandi filosofi e pensatori e migliaia di persone innocenti. Poi un giorno si sono guardati indietro, hanno capito che sbagliavano e hanno cambiato rotta. Facendo questo sono saliti di parecchi gradini sulla scala della crescita umana e dello spirito. Cosa ci viene chiesto oggi? Quello che sempre ci è stato chiesto, cioè di testimoniare la nostra fede con la nostra vita: cioè di indicare la strada, di dare l'esempio.
    Noi abbiamo il dovere morale di dare l'esempio, ASSUMENDOCI TUTTI I RISCHI CHE ESSO COMPORTA. Noi dobbiamo lasciare che la Moschea venga costruita, dobbiamo lasciare che questa gente possa pregare con dignità nella maniera che ritiene opportuna, non solo perché i musulmani che vengono nel nostro paese ne hanno diritto (parliamo di preghiera, la cosa più sacrosanta che ci sia, non di associazioni criminali), ma perché loro vedano coi loro occhi e tocchino con le loro mani che è possibile fare diverso. E' forse vero che in alcuni paesi musulmani non è ammesso il culto cristiano: ebbene che vedano che in un paese che si dice ancora cristiano loro sono considerati fratelli e non invasori, e forse impareranno da noi. D'accordo magari su cento persone 90 penseranno che in Italia siamo dei poveri cretini senza Dio e qualunquisti, ma quei 10 che avranno capito le ragioni per cui accogliamo il nostro prossimo, saranno per noi una vittoria (il fatto che siano stati proprio i Cappuccini a cedere il terreno per la costruzione della moschea secondo me è esemplare di questa linea di pensiero) . 
    Io sono convinto che con un lavoro paziente, con un continuo esempio, indicando con tenacia la via della convivenza e dell'arricchimento reciproco, i 10 diventeranno 100 e poi 1000 e poi 100000 e poi milioni. E avremo vinto tutti.
     
    E in fin dei conti, anche se avessi torto, anche se (nella peggiore delle ipotesi) tra cinquant'anni scoppiasse la guerra intestina tra cristiani e musulmani, e finissimo tutti ammazzati, quando dovrò rendere conto di cosa IO ho fatto quando me ne è stata data l'occasione, potrò dire che la mia porta è rimasta aperta, che non ho ottusamente reso pan per focaccia a chi me la chiudeva in faccia, la porta. Che il mio peccato è stato quello di avere speranza e fiducia.
     
    A ognuno il suo, io non voglio avere il peso di questo NO sulla coscienza. E voi?