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December 18 23 Novembre - 17 Dicembre (il mio mondo sta cambiando)1° Dicembre
A volte ti prende il colpo di testa...
...e allora prendi la macchina, la metti in strada, e parti.
E' più o meno quello che abbiamo fatto Fully, Enco, Charles ed io la settimana scorsa. Senza un motivo preciso, con qualche scusa, e con tanta voglia di tutti di togliersi da Genova per un po'. Un briciolo di spirito d'avventura, cazzo.
E dico la verità che non sarei tornato indietro: certamente un viaggio sui generis, ben 4013 chilometri percorsi in cinque giorni (dal 23 al 27 Novembre), una macchina a gas metano, quattro patenti e un solo guidatore (ci avesse fatto guidare una volta, quel prete), e una striscia di asfalto luuuuunga di fronte a noi. Già in Corsica ci avevo pensato: vi siete mai fermati a pensare quanto poetica sia la strada? Non l'idea di Strada, ma proprio la strada moderna, un lungo e tortuoso nastro nero che interrompe il paesaggio. E' lì, luccicante, solo per te, e ha lo straordinario potere di portarti ovunque tu voglia: una strada è la nostra immaginazione proiettata nel reale...o se non altro è la mia immaginazione. Potere all'asfalto.
Ma lasciando perdere, veniamo alla meta: Santiago de Compostela! Finisterrae! Le scuse ufficiali erano il SOPRALLUOGO sul territorio in previsione del cammino a piedi che (si spera) faremo a breve, e la VISITA ad alcuni nostri amici in Erasmus a Pamplona. Alle nostre domande sul vero motivo del viaggio, Fully rispondeva evasivo: "Ma...ecco...ci sono...delle cose che non capisco, informazioni che posso avere solo sul posto...". Va bene Fully d'accordo, se lo di ci tu...nel frattempo si chiacchierava del più e del meno: bisogna farlo un viaggio con Don Francesco Fully Doragrossa, per rendersi conto di che persona piacevole sia, e di quante risate susciti ogni 10 minuti circa in quelli che gli stanno intorno.
Punto primo: Fully è un vecchio comunista D.O.C. di quelli che si incontrano ancora in qualche bocciofila; Fully possiede le soluzioni a tutti i problemi politici del Paese, solo che propugna un sistema tutt'altro che democratico per metterle in pratica: il vecchio concetto democratico delle decisioni a maggioranza stride un po' davanti alle sue leggine ad personam ("Briatore che uomo indegno e schifoso, bisognerebbe fargli due o tre leggine ad personam e mandarlo al confino!") e ai suoi è giusto così quindi si fa...eh ma il vecchio totalitarismo stalinista ha un suo fascino...di cui questo prete è decisamente preda! Chissà che col Signore dalla propria parte....
Punto secondo: Fully ama lo straniero, e la lingua dello straniero! Non conosce neanche una lingua oltre al genovesitaliano, ma le parla tutte con grande non chalance. Voto all'impegno: 10; voto al risultato: 2/3...in Spagna la perla è stata all'autogrill: noi ci abbiamo provato a fargli capire che il caffè era meglio non prenderlo, ma invano. Lui si reca dalla commessa e con grande convinzione ordina un cafè aulèt, notoriamente forma castigliana per l'italiano cappuccino...se non altro, la tipa era perplessa, ma deve aver capito che c'era qualcosa che non andava quando noialtri abbiamo messo la pancia per terra dal ridere, con Fully che sfoggiava il suo solito sorriso da "assecondiamoli ma chissà perché ridono". In Francia invece abbiamo raggiunto il massimo a uno dei 10000 caselli autostradali (quei fous dei francesi sono piuttosto esosi con l'autostrada): esaurite le 2 o 3 formule di saluto standard che sapeva (bonjour, au revoir, bonne journée) per non ripetersi ha pensato bene di uscirsene con un alé alé! Ora se io fossi francese non so cosa avrei capito (forse "allez allez", e mi sarei detto "no caro signore, è lei che deve andare, io non mi muovo..."), ma la signorina non si è scomposta. Un po' peggio il casello dopo, quando i soldi sono caduti per terra per l'emozione (gli si voleva far dire "Vous etes très jolie", ma il casellante era un maschio...).
Aneddoti a parte, è stato un viaggio di quelli che si ricordano e si ricorderanno, con la COMPAGNIA MIGLIORE DEL MONDO. Non mi stancherò mai di ripeterlo: GRAZIE AMICI, rendete la mia vita speciale, e il mio mondo un posto migliore.
Lo ho già detto, lo ripeto: "Quand'è che lo rifacciamo?"
10 Dicembre
Sono giorni spessi: la tensione familiare è alle stelle, e io spacco famiglie, mi dicono, perché tra mezz'ora prendo la porta e vado in settimana comunitaria, contro la suprema e altissima volontà del mio illustre genitore che tutto sa comprende valuta e giudica rettamente. Bene, ha valutato male, ma tanto per lui è tutto allo stesso livello. Nelle sue questioni di principio, il mio assentarmi una settimana equivale a un me ne vado di casa per sempre. Per cui incrino l'equilibrio familiare, creo grande disagio e pagherò lo scotto delle mie azioni, eccetera eccetera.
Dica quello che vuole, MA IO NON LE LACERO LE FAMIGLIE. Non sono queste le cose che fanno male alla casa. Si facesse un esame di coscienza.
Io sono il fulmine, lampeggio correndo verso terra. Per il tuono, quello che arriverà da lui, ma che almeno ho scelto di mia spontanea volontà, bisogna aspettare una settimana.
17 Dicembre
E ancora STOP, e poi ancora via libera...o almeno, ancora Natale.
Stop perché ho fatto tappa alla settimana comunitaria, un piacere a cui non indulgevo da due anni. E un momento per ricaricare le batterie, in vista dell'accelerata universitaria (4 esami in 50 giorni) che mi aspetta a partire dal 9 gennaio.
E' stata una settimana comunitaria sentita, soprattutto dopo le mie battaglie per prendervi parte. Per me aveva il senso di riallacciare alcuni rapporti divenuti un po' laschi negli ultimi mesi, cosa di cui mi dispiaccio sempre: il moltiplicarsi delle amicizie non dovrebbe causare l'indebolimento dei legami che già esistevano. Soprattutto non di quelli a cui si tiene per davvero. Perciò via, ho una tavolozza nuova di colori, ricomincio a dipingere anche con voi, amici. E lo faccio passando 7 giorni a stretto contatto, godendo di voi, incazzandomi con voi, vivendovi, vivendoci.
E se io vi ho fatti contenti anche per un attimo perché ero lì, bene ho centrato in pieno il mio bersaglio. E non penso alle torte, non sarebbe leale prendervi per la gola!
Rinnovo i miei grazie a tutti. Grazie a quelli che c'erano e con cui ho CONDIVISO (che bella parola), grazie a quelli che non c'erano, che erano fuori e che mi aspettavano, che mi hanno visto passare come una meteora ogni tanto, grazie a quei due meravigliosi personaggi che se la spassavano a casa da soli, ma che soprattutto mi hanno permesso di andarmene sereno. Grazie alla zia, che c'è passata di mezzo per errore, e che come al solito è stata fantastica.
Avanti così, vecchi!!
18 Dicembre: ripartiamo? Vado verso un altro Natale un po' triste a cui non so se mi abituerò mai (3 anni sembrano già cosi lunghi...), ma ci vado vestito a nuovo, e speranzoso. La vita prende pieghe nuove (anche se non sembra voler prendere quelle che vorrei io) e io sono curioso, molto curioso.
C'è vento stasera, nella mia Foresta. |
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