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March 13 Freccette s.r.l.: Azienda specializzata in demolizioni Psicoemotive a domicilio...Finalmente bivacco! Dopo mesi di lavoro sul gruppo, la nostra prima prova sul campo...L'abbiamo preparato tanto, ci abbiamo messo tutto l'impegno possibile, abbiamo discusso, abbiamo ridiscusso, abbiamo concordato una formula di compromesso che andasse bene. Abbiamo messo in piedi delle signore attività, abbiamo cercato e trovato una signora località (non mi ricordavo che Framura fosse un posto così bello: panoramica sì, ma questa volta l'ho trovata evocativa!) e abbiamo aperto le iscrizioni.
Poi siamo partiti, per quello che avrebbe dovuto essere ed è stato il primo bivacco delle Freccette diverso dai nostri soliti finesettimana svacco a Monteleco. NEL COMPLESSO, UN SUCCESSO.
Non eravamo tanti, direi un numero giusto: ventitré. Devo dire che mi dispiace parecchio per quanti hanno deciso di stare a casa, e si sono persi il meglio che oggi il nostro gruppo può dare; d'altra parte mi rendo conto benissimo che quello che io considero il meglio, facilmente un altro può considerarlo il peggio, e anche che è stato proprio il numero contenuto a permetterci di lavorare così bene.
Il lavoro da fare in realtà era semplice: ventitré buste appese al muro, come le calze della Befana; una penna, tanto silenzio e ventidue foglietti a testa (mi domando ancora perché fossero di carta velina...), su cui scrivere una critica "costruttiva" per ciascuno degli altri partecipanti; una notte per macerarsi nella curiosità/timore di quello che avresti trovato nella tua busta. Poi, la mattina dopo, un'ora abbondante di deserto per aprire la propria busta e confrontarsi coi propri difetti: ora qui sta il succo della questione, perché si poteva fare in due modi. Si poteva arrivare belli corazzati a questo momento, e farsi scivolare le critiche addosso: si comprendevano, si soppesavano, si accettavano e poi ci si preparava a rispondere.
Oppure si poteva cercare di viverle: si poteva lasciarsi smontare, sentirle nella pancia invece che nel cuore. Più violento, forse più immediato, non so quanto più efficace o più giusto. Fatto sta chi io ho fatto così, e l'ho fatto apposta, perché era una cosa che non facevo più da tanto tanto tempo. Una sorta di esercizio e un test, per dimostrarmi che non sono quel cinico freddo che ultimamente mi sembra di essere, ma che sono ancora lo stesso di 9, 5, 3 anni fa, quello che non sa controllare le emozioni. Ha funzionato meravigliosamente...sono andato in pezzi.
Terza parte dell'opera la condivisione: ognuno interrogava una o più persone sulle loro critiche, chiedeva e dava chiarimenti, si confrontava col gruppo su quanto aveva letto e scritto. Anche qua abbiamo fatto centro, perché non ci sono state scene del tipo gente che si getta furente sui capelli della vicina urlando "Puttana!" o robe simili: molto civile, molto disteso e anzi sempre più disteso mano a mano che si andava avanti e scendeva la tensione, molto proficuo. Finalmente, costriamo qualcosa, mettiamo in piedi dei rapporti veri, e la cosa si tocca con mano.
Alla fine ci siamo messi a giocare al telefono senza fili, cosa che non facevo più da un secolo, e ci siamo divertiti come bambini alle giostre.
E siamo tornati a casa, tutti stanchi, ma credo quasi tutti soddisfatti. Spero che sia stato il primo di molti che verranno, e spero che tutti la pensino come me. A voi, amici, posso solo dire grazie, perché forse non lo sapete ma mi riempite la vita.
Epilogo: ho messo piede a casa alle sette di sera, minuto più minuto meno. Impegnato a raccogliere i miei pezzi, a cercare di rimettermi insieme. Del tutto senza difese. Guarda caso, mio padre ha scelto proprio ieri sera per litigare con me: forse aveva ragione, forse aveva torto, ma a prescindere dall'argomento (che pure per me è capitale) mi ha fatto un piacere. Ho scoperto che lì sotto lo strato di ghiaccio ci sono ancora io. Quello che sente forte, spesso troppo forte. Quello che si faceva male di niente, ma che si appassionava completamente, che si lasciava trasportare. Mio malgrado, ho pianto un'ora e mezza. C'è ancora speranza! |
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