Francesco's profileLa Foresta di MezzoBlogListsNetwork Tools Help

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    June 29

    Rettifica!!!

    ...........44!!

     

    E quindi c'è una terza opzione, che non avevo considerato...3) Me la prendo bassa, con calma e tranquillità massima: ho ben 4 punti di scarto!

     

    E a proposito, grazie Gilda, sei la migliore! Mi rimangio tutto fino all'ultima sillaba, sei stata fantastica fino alla fine!!!

    orali

    DOMANI ESCONO I QUADRI DEGLI SCRITTI...

    finalmente, è una settimana che li aspetto!

    Ho preso la seguente decisione:

    1)se prendo 40 o superiore, allora mi faccio un culo come una capanna e esco con 100, cascasse il mondo!

    2)se prendo dal 39 in giù, vaffanculo non faccio più niente di niente, e quel che sarà sarà!

    SONO VERAMENTE STUFO...


    June 26

    Buchi neri

    Metafora: ognuno ha un buco nero nell'anima.

    Dategli un secondo un'occhiata: è un disegno e non una foto, perché nessuno ne ha mai visto uno, e se qualcuno lo avesse fatto, non sarebbe potuto tornare per raccontarcelo.
    Però è verosimile che un buco nero sia più o meno così:  un enorme vortice di luce che nel centro si spegne. Chissà dove finisce tutta quella luce, quale è mai il suo destino.
    E' questa la grande dicotomia del Buco Nero: è probabilmente l'oggetto più inquietante che possiamo figurarci,  è pericolosissimo, ma è incredibilmente affascinante, perfino bello. In maniera inevitabile attrae materia verso di sé, ci attrae verso di sé. Somiglia a quelle spirali ipnotiche da cui non si riescono a staccare gli occhi; No no no non voglio guardare, fa male! Ma non si può evitare di rimanerci incollati.

    Nell'Universo che ognuno di noi si porta dentro, c'è almeno un  buco nero. Difficile non notarlo, è quella parte pessimista, malinconica, oscura, che di solito teniamo da parte. Quali sono i nostri momenti di debolezza? Quelli in cui non abbiamo la forza di dimenticarci che esiste, quando restiamo a guardarlo, quando anche in mezzo a mille campanelli d'allarme, lasciamo che risucchi buona parte di quello che abbiamo costruito nelle nostre nebulose stellari, e lo facciamo ingrandire fino a occupare quasi tutta la nostra visuale. Già perché proprio come i buchi neri i miei momenti di tristezza, hanno una caratteristica peculiare: sono affascinanti. E' facile crogiolarsi nella propria depressione, avvilupparsi e restare inerte a guardarla mentre avvolge tutto il resto; è dolce la malinconia, ti fa sentire come un eroe romantico impegnato in una lotta titanica. Percepisci te stesso e ti ascolti e ti senti lì con te al massimo grado, quando stai per essere inghiottito. Io corro continuamente questo rischio: lascio che il mio personale buco nero si allarghi, lo faccio avvicinare fino al limite, per conoscermi, per sfidarmi. Poi lo ricaccio indietro (potremmo dire che mi rimetto a produrre stelle), quando alla fine mi spavento di me stesso, quando mi accorgo di avvicinarmi al punto di non ritorno.

    Perché??Non lo so. Perché per fare le cose e migliorare la mia vita devo prima spingermi sempre al punto più basso? Non ho risposta a questa domanda. Spero solo che la mia parte luminosa e viva resti alla fine la più forte, per quanto affascinante sia il mio black-hole, pur con tutta la curiosità che mi spinge verso di lui.


    Eppure credo che questo genere di meccanismo non sia solo il mio: credo che sia caratteristica della tristezza essere dolce...la felicità non lo è mai: è potente, violenta, veloce, passionale. La tristezza invece fa da culla, ci si abitua e alla fine si arriva a credere che sia quasi comoda, che sia meglio della sua controparte buona. Allora abbiamo perso. Sconfitti. Finiti. Kapput. Affascinante avversaria, una sorta di Fata Morgana. La sfida non sta solo nel combatterla, ma nel non innamorarsi di lei,  La Belle Dame sans Merci.  Finché morte non ci separi (si spera il più tardi possibile).

    Black-hole

    Ma come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocatiiii?

    Disagio da esami:

     
    e così sono finiti gli scritti, la Lunga Discesa cominciata a Marzo si può dire quasi conclusa, ormai resta solo l'orale che è una pagliacciata solenne (qualcuno, forse proprio il caro vecchio Dipa, ha detto verba volant, scripta manent: fai bene lo scritto che l'orale lo si aggiusta).
     

    E indovinate quand'è la solenne pagliacciata? Ovviamente fra ben due settimane, precisamente il giorno 8 luglio alle 8.00 del mattino! Non poteva andarmi peggio: mi sento un uomo libero, e non lo sono.

     Avrei voluto fare il colloquio il giorno dopo la terza prova e togliermelo dai piedi, ma mi andava bene anche giovedì o venerdì prossimo, se proprio si doveva. Ma invece no, è l'8! Due settimane per far montare la tensione in maniera gratuita, come se non avessi nient'altro da fare. Odio questa cosa, questo cosiddetto esame, questa farsa allucinante, pura formalità e niente sostanza!

    Comunque non è colpa di nessuno, e lamentarsi non ha molto senso...spero solo che finisca presto!

     

    June 25

    Al di fuori del tempo e dello spazio

    La Foresta di Mezzo è uno di quei luoghi che una volta trovato non ti abbandona più. Non è un luogo di questo mondo, né di nessuno di tutti gli altri mondi possibili. Essa è fuori del tempo, e fuori dello spazio: è da nessuna parte. E' l'anello di congiunzione tra il nostro e tutti i mondi che stanno dall'altra parte del sottile velo della realtà. Appena un passo oltre, vicinissima per chi sa come arrivarci, ma irraggiungibile per chi non ne ha ancora trovato la chiave nell'anima.
    Immaginatela come un bosco fittissimo, con alberi di ogni specie e di ogni colore, che non lasciano intravedere il cielo; eppure è un luogo luminosissimo, e la luce che viene dall'alto, filtrata dalle foglie, è di un verde dorato meraviglioso, che difficilmente vedreste mai sulla Terra. Vicinissimi tra di loro, tra un gruppo di piante e l'altro, ci sono degli stagni d'acqua. Il bosco ne è pieno, ed essi sono separati solo da soffici sentieri d'erba. Stagni così, sono certo, non ne avete mai visti: tanto piccoli (poco piu che grosse pozzanghere) quanto profondi, pieni di acqua pulita e limpida come il cristallo, di colori diversi a seconda del fondale. Azzurro, blu scuro, verde, arancione perfino! A descriverla così sembrerebbe un posto malsano, una sorta di jungla piena di zanzare e serpenti, ma essa è in realtà tutt'altro: "Era la foresta più silenziosa che si potesse immaginare. Non c'erano uccelli, insetti o altri animali e non soffiava un alito di vento. Si potevano sentire gli alberi che crescevano!". Già, perché anche se tutto è muto, nella Foresta di Mezzo, la protagonista è la Vita.
    Un luogo lontano da tutto dunque, che non è ne un punto di partenza né un punto di arrivo, ma è di sicuro una sosta obbligata. E' il posto nel quale le scelte sono infinite, è il momento che porta con sé tutti i momenti passati e tutti quelli futuri, la porta carraia con scritto Attimo sull'architrave.
    Guai a chi resta bloccato qui, questo è un luogo di transizione, non è fatto per restare, ma solo per indicare tutte le vie possibili...è nostro compito e dovere sceglierne una e percorrerla fino in fondo, ma forse qui sarà possibile trovare indizi su quale sia quella giusta per noi.
    Sì perché in questo luogo si possono sentir crescere gli alberi.
    Qui, se tendete l'orecchio, riuscirete a udire la vita scorrere negli alberi dei vostri pensieri, delle vostre idee, dei vostri sogni. Fermatevi e ascoltate!

    In un luogo lontano da tutto e da tutti,lascio crescere i miei alberi, le mie idee e le mie emozioni, sapendo che da qui si può arriavare ovunque, e che basta ascoltare per trovare la strada. Io l'ho trovata, la mia chiave per la Foresta di Mezzo, ed essa sarà per me un porto sicuro a cui ritornare dopo i miei viaggi, ciascuno dei quali, del resto, avrà avuto inizio qui. E proprio qui proverò a raccontarveli, per farvi venire la curiosità, la prossima volta, di venire con me, qualunque stagno io scelga per tuffarmi.

    E ora shhhhhhhh! Non sentite gli alberi crescere?