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    June 24

    Del modo in cui deve sentirsi una plancia da Risiko

     
     
    Non ho mai amato la Solitudine. E' lei che si è innamorata di me.
     
    Credo di averla incontrata la prima volta in edicola, in piazza Solari. E sono sicuro che fosse un Mercoledì. Stavo comprando Topolino, vedete: quindi doveva essere Mercoledì. Io non mi ricordo di lei quel giorno, ha un viso talmente anonimo, la Solitudine, che passa inosservata; però lei deve avermi notato, forse anzi mi guardava da un po': aveva bisogno che qualcuno le facesse compagnia, probabilmente: oserei dire che la solitudine ha il problema di sentirsi sempre sola. Il che è strano perché sono sicuro che conosce un sacco di gente, quindi non dovrebbe sentire la mancanza di compagnia...ma probabilmente è una specie di psicosi: gli amici non le bastano mai. Se conoscessi un bravo psichiatra ce la manderei. 
    Sia come sia, le piacqui e prese a seguirmi. Ma non si fece vedere, si nascondeva tra gli ulivi davanti a scuola, e io non mi accorsi di lei: credo in realtà di non aver visto moltissime cose in quegli anni, Topolino era un meraviglioso schermo contro il mondo. Come un paio di occhiali molto scuri, le pagine Disney schermarono per me le fastidiose luci che mi colpivano gli occhi, e che erano il mondo reale: avevo un mondo a tinte pastello, e mi bastava. Che nido d'amore romantico per una luna di miele, dovette pensare lei! E io, pur ignaro della sua presenza, mi abituai alla sua compagnia, o a quei tempi direi più alle sue visite.
     
    Quando mi accorsi di lei, potete immginare il mio orrore: la cacciai a male parole e le dissi che non volevo avere niente a che fare con lei, tornasse un po' a casa sua! Rideva...non mi ero accorto delle manette di ferro che univano i nostri polsi: quella serpe doveva avermele messe mentre dormivo. La catena però era abbastanza lunga, e lei non è mai stata una forte nella corsa. Cercai di tenerla il più lontano possibile da me, anche se non potevo liberarmene. E cominciai a lentamente -mentre lei non vedeva- a consumare la catena con una lima da unghie che mi trovai in tasca (come ci fosse finita non chiedetemelo). Ci vollero anni, ma alla fine spezzai l'odioso anello che a lei mi teneva legato, e fuggii.
     
    Ma non per questo lei ha rinunciato a seguirmi; in qualche modo sa sempre dove trovarmi, ovunque sia mi raggiunge, troppo spesso nel momento sbagliato. E' gelosa marcia, sapete, mi fa delle scenate che non avete idea. Non riesco a togliermela di torno, e un po' mi fa pena: piange tanto. Vorrei potermi scordare di lei. Ma in fondo è una delle sicurezze della mia vita, no? Mi è a fianco da sempre. E' una morsa di ferro che mi stritola i polmoni, ma almeno è familiare...insomma mi ha fregato di nuovo, anche senza catena. E riuscita a infiltrarsi così in fondo al mio animo, che mi sembra di averla a fianco anche se non c'è. Ed effettivamente ormai c'è ben poco, è sicura di sé, può tormentare altri, tanto lo sa che io non scappo. E' il substrato dei miei pensieri, ha invaso la mia coscienza, e ha piantato la sua bandiera sfilacciata sulla cima del mio cuore. Ci ha lasciato un carrarmatino marrone e poi si è partita per altri luoghi della mappa , sicura delle difese della sua roccaforte.
     
    Spero che si sbagli. Spero che qualcuno glielo metta nel culo, che qualcun'altra cacci via la sua faccia scialba dalla mia memoria, bruci la sua deprimente bandiera e pianti al suo posto qualcosa di più brillante.
     
    Spero che l'unica donna al mondo che si sia mai innamorata di me muoia di morte violenta, e spero accada presto. E spero che qualcuna mi presti un'arma per farla fuori di persona, perché sapete: con solo una lima per unghie non vado molto lontano.